IL GIORNO CHE IL SINDACO LEGHISTA DI VARESE ANDO’ AD ARCORE DAL CAVALIERE
di Rocco Cordì
Inizia con oggi una nuova rubrica che avrà (così ci è stato promesso) cadenza settimanale, o quasi. Storie e retroscena del varesotto. Storie vere, ma raccontate con l’ironia che si meritano. Se altri lettori avranno voglia di arricchire le storie qui raccontate o di raccontarne di altre città e provincie lombarde saremo lieti di mettere a disposizione questo nostro spazio.
Varese, 25 novembre 2007 - Si racconta che tempo fa, una delegazione della Lega, guidata dal sindaco di Varese Attilio Fontana, sia stata ricevuta dal Cavaliere, di pirsona pirsonalmente, nella reggia di Arcore.
All’appuntamento è mancato Umberto Bossi, il Braveheart di Gemonio, che pure dei “lunedi brianzoli” è protagonista fisso e indiscusso. Fonti fidate assicurano che l’assenza del grancapo leghista sia dovuta a impegni ben più importanti: l’allenamento, in gran segreto, di quei venti milioni di lombardo-veneti che al momento giusto, come un sol uomo e disposti anche a morire, marceranno su Roma o Milano, poi si vedrà, per proclamare la Padania Indipendente.
Ma le direttive bossiane di Vicenza non hanno suscitato grandi adesioni neppure all’interno del “quadrilatero” cidiellino. Anzi, da un po’ di tempo, l’aria che si respira nella Cdl (la demolenda Casa delle libertà) non è delle migliori. Ogni occasione è buona per insultarsi a vicenda e, soprattutto nei Comuni a guida leghista, minacciare crisi perpetua.
Altro che “tutti per uno”! Quì l’attesa dell’ora X si consuma combattendo una guerriglia tra alleati, senza esclusioni di colpi. Ma, la domanda sorge spontanea, si fanno la guerra tra loro per ingannare il tempo, per depistare il nemico o c’è dell’altro ?
La missione del Sindaco di Varese in terra brianzola conferma inequivocabilmente che c’è dell’altro !
A Varese, capitale morale della nazione padana, è in corso, da almeno tre anni, una estenuante “verifica” della maggioranza. L’epicentro dell’azione logorante risiede in FI, ma ognuno ci mette del suo, anzi i partiti “minori” fanno gioco di sponda e ne approfittano per alzare il prezzo.
I seguaci del Cavaliere forti di un consenso elettorale superiore al 30% non intendono più sottostare , e diciamolo!, allo strapotere e alle imposizioni di marca leghista.
In questo quadro va collocata la liquidazione, due anni fa, dell’ex sindaco Fumagalli costretto alle dimissioni non da una forte e incalzante opposizione, per carità non lo si pensi neppure, ma da un regolamento di conti tutto interno alla maggioranza. Ora ci risiamo. Nuovo sindaco leghista, nuovo torneo assicurato. Pochi mesi dopo le elezioni anticipate del 2006 è cominciato un carosello di scontri incrociati: Lega contro UDC; FI contro AN; Lega e AN contro FI. Ma si trattava solo delle prime avvisaglie della guerra campale. Nel bel mezzo delle scaramucce compare infatti “il corvo”, un combattente senza nome e senza volto, ma capace di suscitare un bel polverone. L’anonimo giustiziere distribuisce a destra e a manca un documento-bomba denso di accuse rivolte principalmente contro il vicesindaco Ermolli, esponente di primo piano e controllore del partito forzista di Varese. L’autore o gli autori, che per evitare possibili equivoci si firmano “un gruppo di iscritti a FI”, non sembrano degli sprovveduti o dei semplici calunniatori. Nel lungo documento del “corvo”, Ermolli viene accusato di utilizzare la sua posizione per interessi privati e in rapporto con alcuni protagonisti della stagione di tangentopoli, oggi nell’ombra. Si racconta di società fallite, di evasioni fiscali, di incarichi e tangenti, di spregiudicate operazioni immobiliari, con sempre al centro il vicesindaco di Varese.
Il Sindaco viene un po’ strapazzato: non fare finta di niente, non fare il duro, sappiamo che non sei tu a comandare però quello che succede sotto il tuo naso dovresti saperlo. Ma il “corvo” non si limita ad alludere e, a chiusura del messaggio, avverte e promette: se sei capace di aprire una verifica seria nella maggioranza (traduzione: cacciare o ridimensionare Ermolli) noi saremo con te!
Ma il “corvo” si rivolge a tutto campo. Agli amici (sic!) di Forza Italia chiede cosa intendano fare se questi (sempre Ermolli & C.) saranno i vincenti del prossimo congresso. Viene anche sollecitato l’intervento della giustizia e, a conferma della gravità delle accuse, la Procura della Repubblica annuncia pubblicamente che i fatti denunciati meritano l’avvio di indagini adeguate.
Un quadretto non certo edificante, ma così vanno le cose in terra leghista.
E che c’entra tutto questo con la visita di Arcore.
Ah, già! Che ci faceva il sindaco di Varese da Berlusconi?
C’è andato, dicono i soliti bene informati, per porre la “questione Caianiello” (ex coordinatore provinciale di FI dimessosi, tempo fa, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia). Si dice che il Caianiello non solo ha continuato a controllare il partito, ma uscirebbe vincitore dell’imminente congresso del suo partito.
E allora che c’entra il sindaco leghista di Varese con le vicende interne di FI ?
C’entra, c’entra! Giocando d’anticipo e minacciando di far saltare i patti la Lega tenta di condizionare l’esito del Congresso di FI a favore di Ermolli e contro Caianiello.
Alle assicurazioni di Berlusconi che non sarà Caianiello il nuovo coordinatore, ma l’assessore provinciale Rienzo Azzi, Fontana avrebbe risposto “Non cambia nulla, Azzi è un uomo di Caianiello, quindi è come eleggere lui”.
Povero Fontana. Tornato a casa dalla missione speciale si è trovato l’Ufficio presidiato dai dipendenti comunali in lotta per il rinnovo del contratto aziendale e furibondi per l’indifferenza della Giunta (ah, questi leghisti difensori dei lavoratori padani!).
La storia, o meglio la cronaca, non finisce qui!
Se però vi ha incuriosito la riprenderemo nella prossima puntata.

A me pare una storia molto interessante, quando la prossima puntata?
Gianni
Storia interessante … e che meriterebbe di essere ripresa da qualche giornale locale più o meno on line. Certo dalla Prealpina o dalla Provincia sarebbe pretendere troppo.
Invece tutto tace sul fronte dell’informazione … e pure sugli “incarichi d’oro” della Moratti ci si chiede come mai non venga fuori un certo nome !