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SENZA IL SUD, NORD CONDANNATO ALLA SUBALTERNITA’ IN EUROPA

di Marco Canesi, un docente del Politecnico di Milano

Il governo, con il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, ha delineato nel Mezzogiorno una nuova politica per la concorrenza: le popolazioni locali dovrebbero ritrovare una qualche speranza sul proprio futuro.


Enunciata una serie generica di obiettivi di base e stabilita una distribuzione delle risorse (circa 100 miliardi di euro) per dieci grandi aree di interesse prioritario (Reti e collegamenti per la mobilità, Competitività dei sistemi produttivi e occupazione, Energia ed ambiente eccetera), gli interventi di sostegno all’iniziativa privata saranno individuati in gran parte a livello locale, da ciascuna Regione: la produttività sociale delle attribuzioni finanziarie sarà garantita dalla coerenza tra incentivi e indicazioni programmatiche.
Purtroppo, però, vi è un grande assente: l’ipotesi di sviluppo generale, su cui riferire la politica degli interventi e una quantificazione a medio-lungo termine della sua realizzazione.
Il Sud, affinché le sue forze produttive abbiano autonoma capacità di crescita, avrebbe bisogno di un articolato e diversificato bacino di produzione, esteso dalla Campania alla Sicilia, ovvero con una dimensione territoriale cui, ormai, un adeguato sistema dei trasporti è in grado di assicurare frequentazioni giornaliere.
Ma tutto ciò come potrebbe mai scaturire dagli incentivi, presunto rimedio alle imperfezioni del mercato?
Il governo, con l’alibi di essere vincolato dai criteri di programmazione neoliberistici assunti dall’Unione Europea, ha rimosso il problema di fondo. I finanziamenti, assoggettati alla perversa “cultura della spesa” ormai ben collaudata dalle Regioni, non sono per il superamento della cruciale strozzatura che penalizza i distretti industriali meridionali (la frammentazione delle filiere produttive) e nemmeno per la tanto vantata Alta capacità tra Napoli e Reggio Calabria (possibile spina dorsale del sistema dei trasporti meridionale, purché il suo tracciato - passando per Potenza, Cosenza, Catanzaro - fosse interno al territorio, e non lungo la costa tirrenica o, peggio, ionica).
Eppure, allo scadere del prossimo decennio, il Mezzogiorno (insieme al restante del Paese), avrebbe un appuntamento strategico da rispettare: essere pronto a sfruttare al meglio l’apertura delle nuove gallerie del Brennero e del Gottardo.
Siamo di fronte ad una vistosa contraddizione: si proclama una nuova stagione di sviluppo per il Sud, mentre proprio il Sud, non essendo da subito previsto alcun intervento mirato alla costruzione del necessario bacino produttivo, sarà sempre meno integrato all’Europa.
Né le forze imprenditoriali del Nord dovrebbero essere indifferenti a tale contraddizione, pensando che i loro interessi non abbiano alcun legame con il destino del territorio meridionale: il nuovo quadro dei trasporti marittimi, determinato dalla globalizzazione, avrebbe nei porti di Taranto, Gioia Tauro e Crotone (coordinati con Genova e Trieste) l’ideale snodo dei traffici tra Oriente e Occidente.
Entro questo nuovo scenario, l’Italia avrebbe una straordinaria opportunità: cambiare il modello di specializzazione e operare per un’altra globalizzazione, allargando il proprio ruolo di leader mondiale nella produzione personalizzata di impianti industriali al ruolo di leader mondiale nella logistica, ovvero nell’organizzazione di tutte le reti della produzione, sia quelle larghe, transnazionali, sia, soprattutto, quelle strette, distrettuali.
I gruppi della grande speculazione sulle aree di Milano (Centro direzionale, Fiera, Scalo Farini eccetera) avrebbero da riflettere: è più conveniente che investano per attività terziarie (e di residenza) in una Milano ai margini dell’Europa oppure - cambiando interlocutori politici - in una Milano sede di un terziario produttivo in grado di essere il baricentro degli interessi economici tra Nord Europa e Mediterraneo?

Mer, Novembre 14 2007 » Pirellone e dintorni

One Response

  1. massimo Novembre 22 2007 @ 12:49

    interessante questo intervento. Mi piacerebbe che sul sito venisero approfondite le questioni relative al nuovo “sacco di Milano”.

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